Jyotish, Astrologia Vedica Introduzione

Introduzione alla Astrologia

“Tutto è nelle stelle”

 L’astrologia ( da logos degli astri) è una scienza molto antica, ed era considerata a ragione una scienza sacra, poiche  trasmetteva un insegnamento  ineguagliato e tuttora attuale e vivo sul microcosmo e sul macrocosmo, ossia  sulla struttura del mondo (interiore ed esteriore), insomma della coscienza.

Astrologo quindi era ed è ancora  colui che sa  ascoltare e comprendere cosa ci dicono le stelle.

Praticata in India da  diversi millenni  prima dell’epoca cristiana, l’astrologia è  in quella cultura  chiamata anche  astrologia vedica, poiché si basa sugli insegnamenti contenuti nelle antichissime scritture sacre indiane, i Veda.

Anche l’astrologia cinese e tibetana sono  molto antiche. In questo testo tuttavia ci riferiremo a quella vedica, che conosco meglio.

In occidente la astrologia nasce  intorno al 2300 avanti Cristo nella regione della Caldea,  l’attuale  Iran-Irak, nella culla della civiltà babilonese.

Solo nel 800 e 500 ac. però si struttura   meglio, e si identificano  lo zodiaco, ed i segni zodiacali. Nel 125 a.c  Ipparco di Nicea   studia la precessione degli equinozi, del 150 dc. è l’opera astrologica di Tolomeo, Tetrabiblos.

In seguito, l’astrologia conosce una decadenza, dapprima  nell’epoca cristiana in quanto ritenuta  contraria alle sacre scritture, poi nel periodo illuminista come contraria allo spirito scientifico; viene preservata  in occidente dalla cultura araba mussulmana, e riappare veramente alla luce  solo  dopo il 1930,  con studi scientifici[1]  e psicologici (Jung, vedi dopo, ed altri).

Al  presente essa sta attraversando  una  fase di recupero con caratteristiche inevitabilmente discutibili; ritornata da poco presso di noi, la diffusione di massa la rende sgradevolmente superficiale, previsionistica, proiettiva e de-responsabilizzante.

Tuttavia in questo ritorno, alcuni studiosi occidentali più  profondi  ne riconoscono invece la profondità di conoscenze e l’utilità pratica.

Jung e l’Astrologia


Ogni teoria sufficentemente avanzata 

è praticamente indistinguibile dalla magia

(C.G.Jung)

 

Nel  suo epistolario[2] , Jung cosi’ si esprime a proposito della scienza astrologica e dell’impiego che oggi possiamo  farne.

Scrive  Jung  a Sigmund Freud in data 12 giugno 1911:

«Di sera sono molto impegnato con l’astrologia. Sto facendo dei calcoli oroscopici per rintracciarvi il grado di verità psicologica. Fino ad ora ci sono alcune cose strane che a Lei sicuramente devono sembrare incredibili.»

E’ da notare che Jung aveva all’epoca 36 anni e gli era ben nota l’avversione di Freud verso «la nera marea di fango dell’occultismo».

In una lettera del 6 settembre 1947 all’astrologo indiano B. V. Raman , Jung confessa  che :

«Nei casi di diagnosi psicologiche difficili di solito faccio fare l’oroscopo per acquisire un ulteriore punto di vista da una visuale completamente diversa. Debbo dire che molto spesso ho trovato che i dati astrologici spiegavano certi punti che altrimenti sarei stato incapace di capire».
Jung scrive ancora in un altra lettera,  datata 26 maggio 1954, ad André Barbault, noto astrologo francese:

«Ho osservato molti casi in cui una ben definita fase psicologica (per esempio fasi di resistenza o progresso nel trattamento analitico), o evento analogo, era accompagnata da un transito (in particolare quando erano coinvolti Saturno e Urano)».

Jung credeva nella realtà di questa disciplina antichissima («sono tentato, quando è il caso, di includere l’astrologia fra le scienze naturali»).

Egli  ne propose una possibile chiave di lettura ricorrendo al suo principio di sincronicità[3] , come  principio di connessioni acausali.

Quindi Jung  riapre un capitolo molto importante nella scienza psicologica:
Se persone, la cui istruzione lascia a desiderare, hanno creduto fino ad oggi di poter prendere in giro l’Astrologia , considerandola come una pseudo-scienza liquidata da molto tempo, questa astrologia che rimonta dal profondo dall’anima popolare, si presenta oggi, di nuovo, alle porte delle nostre Università che aveva lasciato tre secoli or sono[4]  Per il grande psicologo svizzero , sulla scia del grande Ippocrate padre della medicina,  gli studiosi, i ricercatori ma anche i medici,  potrebbero, per non dire  dovrebbero, occuparsi di  astrologia, la scienza degli astri.

Un vero medico, un medico  completo,  ma soprattutto un medico dell’anima deve essere esperto nelle cose “dell’altro mondo” (che poi stanno dentro questo mondo qua), dovrebbe  essere esperto nei principii della natura, e conoscere la natura delle cose,  del mondo sottile. Dovrebbe sapere come sia fatto questo altro mondo, e come  funzioni, e come accadano le trasformazioni, le metamorfosi.[5]

E’ questa una posizione   originale per quel  periodo ma forse anche per i nostri tempi; il medico dell’anima deve essere  un  astrologo ed un alchimista, ossia un esperto  in trasformazioni dell’energia e della materia. Torneremo su questo punto

Astrologia interiore

Tutto nasce nella mente, (Buddha).

 

Un equivoco  fondamentale nella divulgazione della astrologia è che si tratti di una scienza che studia qualcosa che sta fuori di noi.

Questo equivoco nasce dal fatto , come dice Omram, che “quando si tratta di un insegnamento spirituale,….ci si esprime come  se ci si accostasse a qualcosa di lontano, ma in realtà è in noi stessi che si va più lontano, o diremmo meglio in profondità……Il fatto è che per esprimere le realtà del mondo spirituale  si ha bisogno di utilizzare un linguaggio  concreto, ossia  quello del mondo fisico,  come se si trattasse di uno spazio  con distanze e volumi; in realtà tutto avviene dentro di noi, nel nostro Sé superiore, il nostro Sé divino”[6]

Così, famosamente, nel vangelo di Gesù sta scritto che “il regno di  Dio è dentro di noi”. In altre parole, si trova letteralmente dentro di noi,  dentro il corpo umano:  nel tempio interiore, il tempio non lontano, la dimora dello  Spirito.

Quindi  l’astrologia si occupa di  stelle non esteriori ma interiori, di una circolazione in una pista chiamata zodiaco che non è esteriore ma interiore[7].

Ci occuperemo qui  di questa scienza antica e moderna, eterna, la scienza dell’energia, interiore prima che esteriore, di come essa  energia sia  organizzata, come circoli, come possa  subire ostacoli, come si possa trasformare.

Tratto da “Le stelle di dentro”, Claudio Maddaloni, Spirito Libero edizioni, 2010

Note

[1]          v. Gaugelin, 1955.

[2]   Lettere , Jung, Ed. magi, 2006, come vengono  riportate da Lioba Kirfel Barillà. (articolo pubblicato sul n. 6 – aprile 1991 – di Ricerca ’90)

[3]             La sincronicità come principio di nessi acausali, Opere, Vol. 8, Boringhieri, Torino 1983, pag. 477

[4]          C.G.Jung -Seelenproblem der Gegenwart , pag. 241

[5]          Sentita per strada: “Dici tanto a me, ma te nun te guardi mai. Sei un ipocrate.” A parte gli scherzi, Ippocrate scrive nel trattato del “Regime delle  malattie acute”:“Nascere  e morire è la stessa cosa;/mescolarsi e separarsi è la stessa cosa;/nascere e mescolarsi è la stessa cosa;/perire, decrescere, separarsi è la stessa cosa.” Capire la malattia e la salute richiede molto più che degli esami  tenici…..

[6]   Pensiero del giorno 9.1.09 da  Prosveta:it

[7]          Il fatto che esistano anche corpi celesti corrispondenti a queste stelle  di dentro  nel cielo  di fuori   non desta sorpresa, ma risponde invece al  concetto di Unus Mundus, di un Uni verso, di una realtà unica macrocosmica e microcosmica,  coincidente,  co-essenziale,  contemporanea,  analoga,  univoca, universale.

Spirito Libero 45